LA PAROLA DI DIO SCUOTE, INTERROGA E TRASFORMA
XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A
Carissimi,
La parabola dei due figli che viene presentata in questa domenica si rivolge a coloro che si chiudono alla Buona Novella, a coloro che non vogliono riconoscere l’identità di Dio in nome della propria giustizia e si sentono paghi della propria sufficienza. La fedeltà a Dio e la giustizia non si giudicano dal dire “sì”, ma dai fatti. Bisogna avere il coraggio di sporcarsi le mani e rischiare la faccia nella ricerca di nuovi valori più vicini alla libertà, all’amore, alla felicità dell’uomo.
Gesù ci mette di fronte a una verità essenziale e concreta: Dio non ci giudica sul numero delle preghiere o sulle belle intenzioni, ma sulle scelte reali che compiamo ogni giorno.
Carissimi, il vero cristiano opera l’integrazione fede e vita. Il “sì” della sua fede diventa cioè il “sì” della sua vita; la parola e la confessione delle labbra diventano azione e gesto delle sue mani e del suo fare. Dio cosi, per noi, non è un dovere, è uno stupore, una meraviglia, diventa per noi un esperienza, e parte della nostra vita
Buona domenica a tutti.
Il vostro parroco
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